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OSMOSI INVERSA

Il principio dell'osmosi è fisicamente abbastanza semplice.

In pratica se si considera un recipiente contenente una soluzione acquosa   di un soluto(ad es.un sale) a due concentrazioni diverse separate da una membrana semipermeabile( vedi fig. sottostante)

cominciano  a defluire molecole d'acqua dal liquido a concentrazione minore (C1) al liquido a concentrazione maggiore (C2) in modo che il primo liquido si concentra e il secondo si diluisce e si stabilisca l'equilibrio. Si crea dunque un dislivello a cui corrisponde una differenza di pressione π detta pressione osmotica.

Questo, per inciso,è alla base del funzionamento di tutte le cellule.Esse infatti sono rivestite dalla membrana citoplasmatica in grado,tra le altre cose, di far passare le molecole d'acqua. Si capisce quindi perchè una cellula in acqua distillata pura(priva di sali)esplode perchè per uguagliare la concentrazione interna con quella esterna richiama continuamente acqua fino a scoppiare.

Se si inverte tale principio e quindi si applica una pressione esterna (che per noi è la pressione della rete idrica) in grado di invertire il principio si parla di osmosi inversa e i liquidi ottenuti prendono il nome di permeato(a bassa concentrazione) e concentrato(ad alta concentrazione).

Quello che a noi interessa è quindi  ottenere un' acqua quasi priva di sali e scartare il concentrato. In tal modo potremmo usare il permeato perchè è acqua molto pura da molti punti di vista.Il permeato è infatti quasi del tutto privo( il tasso di ritenzione in genere si aggira intorno al 90-95%) di sali minerali metalli pesanti e pesticidi.

Questa acqua in generale ( a parte casi particolari) non può essere usata da sola perchè aggressiva per la cute dei pesci, instabile nel pH perchè povera di potere tampone (priva di HCO3-).Inoltre tutti gli organismi per vivere abbisognano di sali minerali a sufficienza.

E' necessario quindi o miscelarla con acqua di rubinetto in modo da raggiungere la durezza opportuna, o aggiungere sali specifici.

La prima strada obbliga l'uso di un buon biocondizionatore in grado di legare i metalli pesanti. Va detto che però l'acqua di rubinetto non va usata se contiene già in partenza composti quali nitrati e fosfati. Molte volte si ha a che fare con acque che hanno fino a 50 mg/l di NO3-. Queste ovviamente non vanno usate.

 

Per quanto riguarda gli impianti commerciali ad uso acquariofilo c'è una scelta molto ampia.Ci sono due categorie fondamentali: impianto a 2 o 3 tubi con cartucce usa e getta e quelli diciamo più professionali con filtri ricaricabili a bicchieri. Il secondo ha il vantaggio che la ricarica dei filtri costa molto meno delle cartucce usa e getta. Ricordo infatti che la membrana è molto sensibile al cloro ,alle particelle solide,ai pesticidi e ad altre ''schifezze'' per cui è necessario installare a monte di essa un filtro meccanico in grado di trattenere particelle di dimensione inferiore a 0,5 μm e un filtro a carboni attivi per eliminare cloro pesticidi ecc...

La qualità del permeato nei due impianti è la stessa in quanto le membrane usate sono uguali (poliammide).

La quantità di permeato prodotto dipende, a parità di membrana,dalla temperatura e dalla pressione dell'acqua. Al diminuire di entrambi diminuisce la resa dell'impianto e quindi la quantità prodotta.Nello stesso tempo aumenta lo scarto.Se la rete idrica offre una pressione troppo bassa occorre installare una costosissima pompa booster.

I due filtri, soprattutto quello a carboni,vanno periodicamente cambiati per allungare il più possibile la vita media della membrana.

 

   

 Il mio impianto a 3 tubi                    Impianto a bicchieri

 

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